l                                              
                                                                                           
                                                   

 

Anche in passato, prima ancora di diventare schiavo della macchinetta fotografica,ho sempre avuto l'abitudine di portare nello zaino un quaderno e una matita.

Ma sopratutto disegnavo e scrivevo per me, per conservare la memoria altrimenti destinati all'oblio.......Io vorrei riuscire a raccontare la s coperta della Valle che ho fatto negli ultimi venti anni e portare per mano il lettore a scoprirla.

                                                                                                                 Silvio Mufatti 

                                                   ,

Lettere di sosta  

 Questo libro è nato in poche lunghissime albe.E non ha mai subito correzzioni,gli argini sono ormai tuti di cemento e certe parole appaiono ammaccate ,da rottamare ; ma hanno avuto un solo parto,e le ho lasciate cosi.

Simone li ha letti,e ne ha fatto dipinti,così che ora non so più se sia un libro d'arte o una pila di racconti impreziositi da un artista.

                                                                                                           Fabio Palma Simone Pedeferri

.                                                  

Il libro non è ambientato in Val masino  ma Mattia entra in questa rassegna come Scrittore essendo nato in questa stupenda valle    

 

 

        NATURA

2

                                          
.....e poi c'è più di una speranza che questo manualetto da infilare nella tasca dello zaino possa essere di utilità e gradimentoa a tutti coloro che frequentano i monti della Valtellina e della Valchiavenna. Dall'altro lato c'è un rammarico di non avere saputo\potuto fare ancora di meglio e di non potere offrire al lettore un quadro davvero esauriente sulla flora dell'alta montagna sondriese.Ma credo di avere una grossa attenuante se si pensa alla grande varietà di flora che vive in questo territorio e ai numerosi ritrovamenti di specie rare o interessanti che ancora oggi si susseguno,tanto che difficilmente si potrà mai essere certi di avere esurito per sempre le conoscenze sull'argomento.Un auspicio...che questo manuale non sia un punto di arrivo,ma soppratutto l'occasione per migliorare e aggiornare con sempre maggiore completezza le conoscenze sulla flora(tutta la flora non solo quella alpina)di un territorio così importante come quello Sondriese.
                                                                                                      Roberto Ferranti
                                                                                                                                                                                                                         
Nel corso elle nostre passeggiate estive,oppure quando d'inverno sfrecciamo lungo le piste da sci  o camminiamo a lungo in silenzio nella neve,la montagna può sembrarci npoco abitataquasi priva di vita.Ma se la guardiamo con piu attenzionee sopratutto senza fretta,impareremo a scorgere e a riconoscerei suoi numerosi abitanti,discreti ed elusivi,come la nobile aquila realeo i fieri stambecchiil cui profilo si staglia contro il cieloe che da lontano ci osservano tranquilli.Altre volte nonli possiamo vederema se sapremo leggere i segni del loro passaggioe della loro presenza,ad esempio una penna caduta sul sentiero,o da una traccia impressa nella neve,ci accorgeremo di quanto in realtàle nostre montagne siano piene di vita.e anche una semplice passegiata diventeràoccasione per una scoperta in più,per portare a casaun ricordo oprofondoed emozionante del mondo che ci circonda.Questa guida, che illustra le principali speciedi uccelli e mammiferipresenti in provincia di Sondrio,vuole essere uno stimolo e  un aiuto per conoscere megliola fauna selvaticache vive intorno a noiper imparare sempre piùa rispettarla e tutelarla come merita.

                                                                                                                                                 

                                                                                                                  De Stefani     Severino

                                     

 

 

                                     
I due volumi dell'opera della Fondazione Centro Studi Micologici dell'Associazione Micologica Bresadola costituiscono allo stato attuale il meglio della micologia divulgativa in Italia; i libri sono infatti accessibili al dilettante che cerca di aumentare le proprie conoscenze, senza togliere però l'interesse anche verso coloro che sono più esperti in materia, grazie agli ampi approfondimenti e alle descrizioni di microscopia.

Il primo volume comprende una prima parte generale, in cui, oltre a un glossario essenziale, si riassumono conoscenze generali sul mondo fungino, sulla loro crescita e riproduzione, sulla sistematica, sulla descrizione visiva dei caratteri morfocromatici generali (tramite tavole ben disegnate) e una breve rassegna dei caratteri microscopici più importanti con un elenco dei reagenti chimici più usati in micologia. La parte introduttiva si chiude con un elenco degli habitat di crescita (zona alpina e subalpina, boschi collinari e di pianura, ecc.), una sezione di micotossicologia e un ottima chiave di orientamento ai generi considerati nel volume, per un totale complessivo di ben 118 pagine corredate da splendide fotografie (ben visibili nonostante le piccole dimensioni). Le successive 500 pagine illustrano altrettante specie fungine con descrizioni molto chiare ed esaustive e con disegni dei particolari microscopici salienti. Il libro si chiude con un indice per genere e specie e con il profilo degli autori.Certamente la parte più importante di un volume di micologia sono le schede delle specie fungine e le rispettive illustrazioni; le schede, come già detto, sono molto ben fatte, le descrizioni sono accurate anche se spesso non molto abbondanti (in alcuni casi la microscopia poteva essere approfondita), e qualche dettaglio importante non è ben evidenziato come avrebbe potuto essere. I disegni di microscopia non sono sempre accurati ma sono adatti al target del libro; è invece il campo di commestibilità che lascia qualche perplessità, perchè tutti i funghi mangerecci sono trattati come "commestibile", senza alcuna indicazione sulla bontà di quest'ultimi, ed ecco che Boletus edulis risulta "commestibile" comeRussula parazurea. Gli autori hanno optato per questa scelta per evitare di includere giudizi soggettivi i quali però, a mio avviso, sono sempre meglio che nessuna indicazione in merito, almeno per un testo divulgativo.
Le fotografie delle specie elencate sono di una qualità eccellente, così come la stessa stampa e la carta usata, e, tranne rari casi, rappresentano molto bene il fungo in oggetto.

In conclusione è certamente un libro consigliato, sia ai principianti che ai più esperti, senza riserve; è il testo che utilizzo più di ogni altro per una rapida analisi delle specie rinvenute, insieme ovviamente al secondo volume.
                   

                                   

I 7 volumi dell'opera "I funghi dal vero" costituiscono nel loro insieme una vera e propria enciclopedia del mondo fungino; con la bellezza di 3042 specie illustrate e descritte (di cui 382 nel primo volume, 466 nel 2°, 416 nel 3°, 429 nel 4°, 454 nel 5°, 435 nel 6° e 460 nel 7° e ultimo) la collana rappresenta una vastissima e completa raccolta che spazia dai funghi più comuni a quelli rarissimi rivenibili soltanto in alcuni specifici continenti. L'opera dell dott. ing. Bruno Cetto è e resterà sempre una pietra miliare della micologia divulgativa italiana ed è a tutt'oggi un "must" da avere nella propria libreria.

Il primo volume è l'unico a contenere una parte introduttiva, mentre gli altri, dopo la premessa dell'autore e i ringraziamenti, contengono le schede e l'indice. Le 93 pagine introduttive del 1° libro contengono le generalità sui funghi, descrivendo la riproduzione, le caratteristichemorfocromatiche con i disegni dell'autore e una parte interessante sui funghi micorrizici, con la descrizione dei tentativi di coltivazione delle specie che vivono simbionti di specifiche essenze. Segue poi una classificazione schematica (una specie di chiave di orientamento ai generi), un'ottima sezione di tossicologia curata dal dott. Giacomo Lazzari e una piccola sezione dedicata ai funghi in cucina con una serie di ricette.

Le schede sono nel complesso abbastanza buone così come le illustrazioni; in qualche caso la qualità delle foto presentata è molto scarsa, anche tecnicamente, con esemplari sfocati o mal composti senza l'opportuna visione di tutte le parti del fungo; se nei primi volumi questa situazione accade poche volte, nei seguenti capita chesi verifichi più spesso, causa anche la rarità degli esemplari fotografati. Devo sottolineare a questo proposito che la mia recensione si riferisce ai volumi che possiedo ormai vecchiotti (la 12° edizione italiana del 1° volume è datata 1994); la nuove edizioni hanno migliorato il corredo fotografico dei libri, anche se non so fino a che punto. Il punto dolente dell'opera è infatti proprio la sua età; molte cose sono cambiate nel corso degli anni, sia dal punto di vista della nomenclatura e sistematica, sia della commestibilità.In definitiva, nonostante un po' obsoleto, resta un acquisto consigliato, specialmente con l'intenzione di comprare tutti i sette volumi; in caso contrario, se l'intenzione è quella di acquistare un libro per iniziare a capirne qualcosa, ma senza approfondire troppo, i primi due volumi (o anche solo il primo) potrebbero essere sufficienti, ma a questo punto l'Atlante fotografico dei funghi d'Italia edito da A.M.B. è certamente preferibile in quanto più moderno e accurato nelle descrizioni.
                                                        
L'asprezza delle cime e la difficile accessibilità di molti anfiteatri sospesi ha per lungo tempo ostacolato l'esplorazione mineralogica della valmasino . La valle è rimasta per decenni nel cono d'ombra della vicina Valmalenco e non ha raggiunto la stessa popolarità tra i collezzionisti e gli addetti ai lavori Le ricerche condotte con entusiasmo,ostinazione competenza prima da Giacomo Perego ed in questi ultimi anni da Angelo Songini ,socio attivissimo dell'istituto Valtellinese di Mineralogia.

                                                                                                            Prof. Francesco Bedognè

 

 

                                                            Reperibile Presso Comune Valmasino / Bar Tabacchi Cataeggio

 

 

ARRAMPICATA
                       MONTAGNE DEL MASINO BREGAGLIA 

 

“Questa è la storia di un piccolo mondo. Un mondo racchiuso tra valli solitarie, tra picchi granitici dall’aspetto incantevole, a volte rassicuranti e a volte sinistri. Un ambiente dove la natura non sembra essersi ancora piegata alle leggi indiscriminate del progresso e della negligenza delle persone. Un mondo dove è ancora premiato chi sa ricercarsi e completarsi con nuova fantasia”.


Di questo incantevole ambiente montano parla la nuova guida, uscita nel giugno 2007, di Andrea Gaddi: Masino Bregaglia Regno del Granito. Ed è proprio in questo regno che l’autore ha passato gli ultimi anni a scoprire le meraviglie del gruppo più famoso delle Alpi Centrali, nel cui cuore risiedono le prestigiose montagne come il Pizzo Badile, il Pizzo Cengalo, le Sciore, il Picco Luigi Amedeo e il Cavalcorto.
Il volume nasce da un progetto ambizioso: quello di emulare lo stile della prestigiosa collana Guide dei Monti d’Italia del CAI. Tutti gli itinerari contenuti, infatti, sono descritti lunghezza per lunghezza, accompagnate da fotografie a colori con tracciati e i relativi disegni in bianco e nero. Un lavoro monumentale che richiede tempo e voglia di passare ore e ore tra queste valli, ma anche curvi su di una piccola scrivania, davanti al computer o a rovistare tra scartoffie e vecchie relazioni.

La guida così pubblicata comprende la Val Merdarola, la Val dell’Oro, Val Codera, Val dei Ratti, Val Porcellizzo, Val Bondasca, Val del Ferro, Val Qualido, Val di Zocca, Val Torrone, Val Cameraccio, Val Predarossa. Sono descritti in modo completo tutti gli itinerari, da quelli classici a quelli moderni e dimenticati nel tempo.

A completare la guida sono presenti un capitolo dedicato ai passi e le forcelle utili per i collegamenti tra le vallate, un capitolo storico circa l’evoluzione alpinistica in un secolo di storia e un capito dedicato alle testimonianze dei protagonisti.
Una particolarità nuova, per i tempi che corrono, grazie alla quale si possono trovare scritti di Claudio Corti, Riccardo Cassin, Vera Cenini, Dino Fiorelli, Felice Bottani, Nando Nusdeo, Vasco Taldo, Josve Aiazzi, Gianni Rusconi, Alessandro Gogna, Renata Rossi, Giovanni Pirana, Popi Miotti, Igor Koller, Ottavio Fazzini, Paolo Vitali, Simone Pedeferri e Teo Colzada.

In un’epoca in cui le case editrici ‘new age’ prediligono la scelta dei soli migliori itinerari per il “grande pubblico”, Regno del Granito offre una visione globale e completa circa gli itinerari e l’evoluzione dell’alpinismo nel prestigioso gruppo.

Una bella “impresa” che segna il risveglio di uno stile secolare, da troppo tempo sopito, che è parte della nostra cultura alpina.


Andrea Gaddi
Classe 1983, residente a Lecco. Dopo i primi passi sulle montagne di casa, da 2001 frequenta senza tregua la Val Masino. Trovandosi, così, coinvolto in un ambiente grandioso e selvaggio, dove fantasia e volontà sono l’imperativo necessario per prendersi notevoli soddisfazioni.
Improvvisamente si è ritrovato di colpo un abituale collaboratore di riviste e di giornali nel settore montagna e alpinismo.

 

                       VAL DI MELLO                   

 Anche questo volume segue lo stile dettagliato del primo:cioè relazione tiro per tiro,disegni con tracciato e fotografie a colori con tracciato. A causa della già cospicua quantità di pagine e per non rischiare di pubblicare una enciclopedia invece che una guida,ho ritenito necessario togliere (a malicuore) le foto di azione.  

Voglio ringraziare tutti coloro che hanno mostrato grande apprezzamento per la guida precedente.Alcuni hanno mosso critiche costruttive (e li ringrazio),altri un po' meno.... ma così va il mondo !     Perchè lamentarsi.In ogni caso non avrei mai pensato un successo del genere !    Questoè stato possibile grazie alla costanza nel redigere la guida stessa. Ho scoperto che compilare una guida con una sola "penna" è la cosa piu saggia che si possa fare.Come anche il lavorare con calma.Anche questo nuovo volume l'ho portato a termine in quasi tre anni. Sono consapevole che al giorno d'oggi il tempo medio per compilare una guida  non si avvicina neanche lontanamente all'eternità che ho impiegato io,ma volevo essere sicuro di presentare uno scritto il più accurato possibile.Cosa ampiamente dimostrata come vedrete,dal particolare caso in Val di Mello. Infatti la guida di alpinismo ad oggi piu completa sulla Valle contiene 170 vie recensite.Nella presente guida,invece,ce ne sono 280...e recensite tiro per tiro!Chissa dove erano finite tutte le altre visto che tutte le rimanenti sono meritevoli di essere descritte?!Fino al conteggio finale non avevo mai fatto caso al grande vuoto che affliggeva la trattazione tecnica della Val di Mello.

Spero che con questo mio contributo si possa mettere la parola fine a questo"groviera editoriale" !E' ovvio malgrado l'accuratezza del mio lavoro è plausibile la presenza di alcuni errori o sviste.Per questi chiedo scusa anticipatamente.

 

 

 

 

.                        

Questa pubblicazione,voluta e scritta con ironica leggerezza dall'amico Jacopo vuole essere uno strumento piacevole per fare conoscere le bellezze e le potenzialita della riserva della Val di Mello.

Questa parte di Val Masino conosciuta a livello internazionele dallo straordinario fascino naturalistico ,è frutto anche degli uomini che vi sono nati e che l'hanno vissuta e difesa.

 

 

 Rifugio Rasega Val di Mello Val Masino SO Valtellina        rifugio tel.0342048668       cellulare tel. 3384467550    e-mail rifugiorasega@tiscali.it   P.I. 0059088014